Giovan Paolo Cavagna
e il ritratto a Bergamo dopo Moroni

 
 

Mercoledì 21 ottobre, alle ore 18.00, si inaugurerà nella sala mostre della Accademia Carrara la Mostra "Gíovan Paolo Cavagna e il ritratto a Bergamo dopo Moroni", che si inserisce nel programma - da tempo avviato - di presentazione delle Donazioni pervenute alla Pinacoteca.
La Mostra, infatti, si impernia su un raro ritratto del Cavagna rappresentante un Gentiluomo con i due fìgli, che il Credito Bergamasco ha recentemente acquistato con l'esplicita finalizzazione di una cessione in Deposito alla Accademia Carrara: ad incremento, cioè, dell'importante Deposito già Normalizzato nel 1996, che ha consentito di esporre in Pinacoteca alcuni dipinti assai importanti (tra cui opere di Botticini, del Romanino, del Ceruti); la nuova acquisizione, in particolare, viene a colmare una lacuna del patrimonio della Carrara, nella quale un ritrattista a suo tempo famoso come il Cavagna era rappresentato solo da un Ritratto di gentildonna di qualità non eccelsa, oltre che dai volti dei devoti della pala della Madonna della cintura, già a Romano di Lombardia: viceversa il Gentiluomo con i due fìgli ci appare, come ben chiarito da Enrico De Pascale nel saggio che introduce il catalogo della Mostra, uno dei raggiungimenti più alti dell'artista.
Intorno al dipinto è stata poi costruita una mostra piccola ma significativa, che da un lato riunisce - ed è la prima volta - una documentazione quasi completa della produzione ritrattistica del Cavagna, e dall'altro fornisce alcuni dati di riscontro sulla cultura bergamasca tra la fine del '500 e l'inizio del '600, erede assai "indipendente" di Giovan Battista Moroni.  Nella prima parte, la possibilità di confronti con opere provenienti, oltre che dalla Carrara stessa, anche da Clusone, da una collezione privata di Bergamo e dalla chiesa di S.Rocco (che ha prestato il celebre Gonfalone dei Disciplini Verdi), consente di fare il punto sull'iter stilistico del Cavagna, scorrente tra naturalismo ereditato dal Moroni e le nuove istanze coloristiche che gli pervenivano dal suo interesse per la cultura veneta di fine '500; nella seconda parte, il riscontro con dipinti dello stesso Moroni ma in vario modo accostati in passato al Cavagna, e di altri ritrattisti ancora ignoti di fine '500 (tra cui il notevole autore di un grande ritratto già ritenuto rappresentare l'erudito gesuita Gian Pietro Maffeis), vuol essere occasione di una rimeditazione su una cultura che deriva dal Moroni ma non si appiattisce su di lui, aprendosi alla scuola veneta, appunto con il Cavagna, ma anche a quella milanese e cremonese, cui attingerà viceversa il Salmeggia.
La Mostra resterà aperta dal 22 ottobre al 13 dicembre 1998, con gli stessi orari della Pinacoteca (martedì chiuso); l'ingresso è incluso nel biglietto della Pinacoteca (gratuito la domenica).  Il Catalogo, curato da Enrico De Pascale e Francesco Rossi ma includente contributi documentati di Marino Paganini e Simone Facchinetti, è in vendita a L. 12.000 (ridotto a L.8.000 per i clienti del Credito Bergamasco).