NUOVI MEDIA E MULTIMEDIA  
AREE SPERIMENTALI E STRUMENTI OPERATIVI DELLA CULTURA CONTEMPORANEA 

ABSTRACT E BIOGRAFIE DEI RELATORI

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Nuovi strumenti della cultura visuale per una nuova didattica 
Vittorio Fagone 

Nessuna disciplina, umanistica o scientifica, può oggi rifiutare un attivo confronto con gli strumenti informatici. Le inedite dimensioni della multimedialità e dell’interattività aprono nuove prospettive ai rapporti tradizionali tra "conoscenze scritte" e rappresentazioni iconografiche. La possibilità di utilizzare le grandi reti informatiche come sussidi didattici merita di essere esplorata dentro rinnovati modelli formativi. All’incrocio tra arti e media si consolidano significativi scambi produttivi che disegnano oggi una morfologia di nuove icone, coerenti e dinamiche, caratteristiche del nostro tempo. 
La stessa concezione conservativa del museo viene, in questo modo, ad essere posta utilmente in discussione. Il museo multimediale, che si è affermato nell’ultimo decennio e di cui vengono qui presentate alcune dimostrazioni, inedite in Italia, si rivela ora testimonianza concreta e positiva di un produttivo uso umanistico degli strumenti tecnologici avanzati: espressione di un cambiamento che riguarda, in modo diretto e non superficiale, tutte le manifestazioni della cultura contemporanea. 
Sintesi dell'intervento

Vittorio Fagone, direttore della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Accademia Carrara di Bergamo, è anche coordinatore generale della Nuova Accademia di Milano, scuola che accomuna allo studio delle discipline artistiche tradizionali l’attiva sperimentazione della nuove acquisizioni della tecnologia elettronica e informatica oggi utilizzate nel campo della comunicazione mediale. 
Ha insegnato alla Facoltà di Architettura del Politecnico e all’Università Statale di Milano e tenuto corsi sull’arte contemporanea in numerose università italiane e straniere. 
I suoi studi sui rapporti tra arte e nuove tecnologie sono raccolti nel volume, edito da Feltrinelli, L’immagine video. Arti visuali e nuovi media elettronici. 
 
 

Navigare con arte. L’utilizzazione della rete per la formazione artistica. 
Paolo Gambirasi -  Paolo Salvaneschi  

La nascita e lo sviluppo di Internet hanno rivoluzionato, nella società contemporanea, la concezione del sapere, modificando al tempo stesso i parametri di accesso e di fruizione delle conoscenze. La moltiplicazione incontrollata e incontrollabile di notizie e siti ed il loro costante aggiornamento in tempi reali impone una riflessione che permetta di acquisire sia una consapevolezza critica sulla strutturazione della rete, con le sue potenzialità, sia, al tempo stesso, una corretta forma mentis per “navigare con arte” e non andare alla deriva. 
L’intervento, quindi, sarà strutturato su due livelli: una presentazione teorica di Internet seguita da un’ampia dimostrazione operativa dedicata alle sue possibilità d’uso - anche a livello didattico - in relazione al mondo delle arti visuali, con particolare riferimento ai siti che si occupano di arte contemporanea (artisti, pubblicazioni specializzate, gallerie...) e ai possibili percorsi di studio e di ricerca in questo campo. L’intenzione è quella di fornire una possibile “mappa” che aiuti docenti e studenti ad utilizzare nei propri percorsi di ricerca la rete, sfruttandone le grandi potenzialità. 
Sintesi dell'intervento. 

Paolo Gambirasi, laureato in ingegneria, coordina le attività relative ad Internet per i punti di presenza di Bergamo e Brescia di INET, il principale provider italiano professionale.  
Paolo Salvaneschi, laureato in fisica, è responsabile del settore informatica e telematica della ISMES e coordina progetti di sistemi informativi e formazione nell’informatica applicata ai beni culturali. 

 

Il video: dall’installazione all’interattività. Le ricerche di Studio Azzurro 
Paolo Rosa 

L'incontro è centrato sulla esperienza di Studio Azzurro, sul percorso di ricerca in ambito artistico, realizzato con i linguaggi e gli strumenti delle nuove tecnologie. In particolare si basa sulle più recenti videoinstallazioni, quegli "ambienti sensibili", che cercano un coinvolgimento degli spettatori attraverso dispositivi interattivi.  
Certo, il mezzo è piuttosto significativo, e merita un piccolo approfondimento. Si può dire che siamo passati in questi anni da una materia fluida e inarrestabile, condizione estrema di uno "stare a guardare" di cui la televisione è il simbolo massimo, a un materiale più malleabile, più disponibile a un "farsi toccare". La maggior parte dell'orizzonte comunicativo e informativo si sta delineando in questo senso, e non sempre per la nobile ragione di rendere più partecipative le persone o più democratici i sistemi. La produzione di informazione, cioè di bit elaborati, sarà un   grande business, forse una nuova forma di controllo. L'interattività dunque apre a grandi e serie problematiche che necessitano ancora una volta del punto di vista esclusivo dell'arte 
L'interattività riapre un dialogo con il pubblico che diviene non più solo spettatore, ma produttore di una esperienza ed "esplora" e "realizza", nel tempo, nello spazio, nella materia, le potenzialità di un’ opera-evento. Tutto ciò induce a un’ altra responsabilità: quella di un artista consapevole di sollecitare dei comportamenti e delle reazioni che lo sospingono a confrontarsi con un territorio delicato che dall'etica si allarga ad una moderna antropologia. Sa inoltre di poter perdere il controllo di quella stessa opera, che necessariamente muta la sua forma per l'interazione che stabilisce, ma nella quale deve permanere il senso, frutto di un profondo percorso ideale e progettuale.  
Sintesi dell'intervento  

Paolo Rosa, fondatore insieme a Fabio Cirifino e Leonardo Sangiorgi dello Studio Azzurro, un ambito di ricerca artistica sul video e sui nuovi linguaggi della tecnologia. Nell'arco di oltre quindici anni di attività ha realizzato e diretto numerose opere, spettacoli e film. E' stato invitato a partecipare e a produrre lavori in varie manifestazioni internazionali e in numerosi musei diventando un riferimento, con il lavoro di Studio Azzurro, per la particolare ricerca sulle videoambientazioni, per il contributo originale dell'utilizzo del video in ambito teatrale e per le realizzazioni di programmi cinematografici e video sperimentali e documentaristici . Negli ultimi anni ha orientato il suo interesse verso la realizzazione di opere che si avvalgono di dispositivi interattivi. E' collaboratore di alcune riviste (Linea d'ombra e Lo Straniero) e autore di diversi saggi inerenti alle tematiche della sua attività. 
 
 

L’informazione in un sistema multimediale 
Sergio Borsi 

L’attuale televisione "generalista", con i canali che trasmettono lungo la giornata informazione, varietà, films, pubblicità e sceneggiati è destinata nel tempo a scomparire. Il simpatico televisore che, una volta acceso, si limita a fare da sottofondo alle nostre tavole e ai mezzi discorsi da fine giornata sta per essere sostituito dal computer che chiede continuamente risposte, scelte, opzioni. E' necessario selezionare il canale monotematico, il tipo di musica, il film o il telegiornale. C'è la possibilità di inviare messaggi dall'altra parte del mondo in tempo reale e al costo di una telefonata urbana. Si possono prenotare viaggi, acquistare beni primari e consultare banche dati collocate a migliaia di chilometri di distanza. Con tutto questo manca un elemento fondamentale cioè la possibilità di controllo di questi mezzi e questi processi. I giochi di fine secolo si risolvono attorno alla capacità di analizzare, discutere, respingere, criticare, proporre soluzioni per i problemi che queste nuove tecnologie pongono. Andare quindi incontro al progresso, comprenderlo senza esserne travolti. Per camminare rapidamente, conoscersi meglio ed essere più uniti e più solidali. 
Sintesi dell'intervento.

Sergio Borsi è giornalista professionista dal 1963. Ha maturato esperienze (1962-1981) presso i Quotidiani "Il Popolo" e l’ "Avvenire", all'agenzia ANSA e alla Rai Tv come capo della redazione di Torino. Segretario nazionale della Federazione Nazionale della Stampa (1981-1986), dal 1991 al 1993 è stato vice direttore della testata giornalistica regionale della Rai e vice presidente dell’organizzazione Europea delle Tv regionali. Nel 1993-94 è stato assistente al direttore generale della Rai per i problemi dell’informazione e dal 1994 al 1995 è stato direttore del Centro di produzione RAI di Torino. Dal 15 gennaio 1996 è direttore responsabile de "L'Eco di Bergamo". 
 
 

Multimedialità nel museo tra documentazione e comunicazione: la Pinacoteca e la Galleria d’Arte Moderna e  Contemporanea dell’Accademia Carrara 
Matteo Panzeri 

Complessa macchina sociale di comunicazione a funzionamento prevalentemente simbolico il museo, sia per ragioni di intrinseca natura istituzionale sia perché spinto dai mutati assetti delle società avanzate, si vede oggi costretto a riconsiderare le proprie funzioni, se non la natura stessa della sua identità in rapporto ai nuovi media "automatici" dell’informazione. 
Ben al di là dei più esteriori ma anche più intriganti aspetti concreti portati da una evoluzione tecnologica rapidissima, la compenetrazione di mezzo e messaggio rinvia a profonde e complesse questioni relative alla novità dei modelli  epistemologici e alle conseguenti necessità di riorganizzazione dei saperi sulle arti e delle strategie comunicative ed educative impostate su paradigmi inediti o poco noti. Depositario di oggetti semiofori di precipua connotazione storica e sociale, il museo, hauserianamente istituzione di mediazione tra pubblico e artista, può offrire risposte in grado di sfruttare a pieno la specificità delle tecnologie sia perseguendo fini di massima densità informativa (cioè di massima documentazione organizzata in seno al contesto dato) attraverso la costituzione di consistenti basi di dati relazionali documentarie, sia definendo metodologie di comunicazione basate su una reale interattività e su una ipermedialità che traggano prevalente origine dai segni portati dalle opere. 
Scartata la via delle abbaglianti visioni del virtuale, dimensione più propria al fare artistico contemporaneo che non alla sua documentazione e conoscenza, le esperienze documentarie pionieristiche condotte a partire dalla metà degli anni Ottanta presso la Pinacoteca, come quelle più recenti e più specificamente rivolte alla comunicazione proposte dalla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, costituiscono un caso, ed al tempo stesso prototipo in continua evoluzione, che tra esiti positivi, contraddizioni e confronti con esperienze analoghe può offrire più di uno spunto di riflessione e discussione. 
Sintesi dell'intervento 

Attualmente docente di "Elementi di Informatica per la Catalogazione dei Beni Culturali" presso la Scuola di specializzazione in Storia, Analisi e Valutazione dei Beni Architettonici e Ambientali del Politecnico di Torino, Matteo Panzeri si è laureato in Storia della Critica d’Arte presso l’Università di Milano, ha successivamente conseguito il Diplôme Spécial de Muséologie presso l’École du Louvre a Parigi, condotto ricerche di letteratura artistica presso l'Università di Genova e indagato la storia del restauro italiano presso il Getty Center for the History of Art and the Humanities di Los Angeles. Autore di diversi studi di museografia e collezionismo d’arte in Italia del XIX secolo, ha progettato e coordinato diversi programmi di catalogazione informatica dei beni culturali presso vari musei e istituti culturali italiani (quali l’Accademia Carrara di Bergamo, i Civici Musei di Arte e Storia di Brescia, il Settore Cultura della Regione Lombardia e la Conferenza Episcopale Italiana) i cui esiti sono stati presentati in convegni nazionali e internazionali. Più recentemente al suo coordinamento scientifico si devono la pubblicazione di alcuni CD-ROM d’arte e la realizzazione di siti museali in Internet finalizzati alla divulgazione.